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La legge elettorale
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(maggio 2007)

6° libro bianco dell'innovazione

(ottobre 2008)

 

 

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6 maggio 2010


Non ci resta che il Federalismo?


Viste le notevoli proporzioni del pacchetto di aiuti che è stato necessario varare per la minuscola Grecia e le enormi difficoltà incontrate nel giungere a un accordo, sarà possibile varare altri interventi del genere se la crisi coinvolgerà pure Spagna e il Portogallo???

Purtroppo devo giungere alla conclusione che è stato azzardato introdurre una moneta unica, senza prima creare l'appoggio politico-economico di uno Stato unico.

Ora ne pagheremo tutti le conseguenze: per noi italiani non resta che sperare nel federalismo per evitare di fare la stessa fine.




permalink | inviato da orizzontiliberali il 6/5/2010 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


6 aprile 2010


Ma l'aborto è un omicidio, lo dice la scienza (e lo diceva anche un liberale come Norberto Bobbio)

 


Norberto Bobbio: "Il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere, è lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto, con il quale si dispone di una vita altrui"


In questi giorni post-elettorali è scoppiata una grossa polemica sulla pillola abortiva Ru486, dopo lo stop dei governatori leghisti Cota e Zaia alla sua diffusione, ma per l'occasione come mai così pochi "laici" e "liberali" ricordano Norberto Bobbio e queste sue parole di assoluta chiarezza, molto più difficili da dire allora che non oggi?

Quindi, per l'occasione dirò pure subito quello che penso e pazienza se sarò espulso dal politicamente corretto consesso civile che mi legge: l'aborto è un omicidio.

Anzi, mi correggo. Che l'aborto sia un omicidio non è quello che penso: è una verità oggettiva, sperimentalmente verificabile da chiunque, basta osservare un'ecografia.

Dunque, a causa di questa evidenza, appiccicare l'infamante marchio di "baciapile" a chi, come me, dice che l'aborto è un omicidio, è una reazione sterile, inefficace e un po' vigliacca da parte di chi non ha altri argomenti se non quello di squalificare come retrogrado e bigotto chi lo mette di fronte a un fatto incontestabile.

Infatti la fede religiosa qui conta zero, anzi meno di zero: ripeto, bastano gli occhi e la ragione per rendersi conto che con l'interruzione di gravidanza si distrugge una vita che è già cominciata. Che è già cominciata e che - come dimostrano tutti gli studi medici in materia: ripeto medici, non teologici - ha già una sua particolarissima autonomia, tanto che interagisce con la mamma e prova sensazioni positive o negative che lo segneranno anche dopo la nascita.

Fa poi veramente tristezza sentir ripetere ancora oggi che "solo la donna ha il diritto di decidere". È fin troppo facile rispondere a queste persone che anche loro furono embrioni, e che oggi non potrebbero dire quello che dicono se le loro madri avessero deciso che eliminarle era un "diritto".
Basta ipocrisie, qui non è in gioco solo la libertà della donna: è in gioco anche la libertà di esistere a chi c'è già.

Per questi motivi, credo che sia sbagliata perfino la posizione di quei cattolici che dicono: "applichiamo la 194 anche nella sua parte che tutela la gravidanza".
Sì, so perfettamente che la 194 prevede norme che incentivano la donna in difficoltà a scegliere la strada giusta, che è quella di non sopprimere il bambino. E so anche perfettamente che negli ospedali e nei consultori pubblici chi cerca di applicare quelle norme è ostacolato, quando non insultato come "terrorista", da chi sponsorizza la soluzione più veloce, che è l'aborto.
Ma, anche se nella 194 c'è questa parte "buona" da valorizzare, penso che quella legge sia intrinsecamente sbagliata, perché rende legale un omicidio.

Spesso si obietta che prima si abortiva lo stesso, e in condizioni più pericolose per le donne. Vero. Ma a quella piaga si sarebbe dovuto reagire facendo di tutto per impedire situazioni del genere e aiutando le mamme in difficoltà: non legalizzando l'orrore.
Anche i furti, gli stupri e le rapine in villa esistono: ma nessuno si sogna di risolvere il problema rendendoli legali e controllati dallo Stato.

Che sia chiaro, chiarissimo: io non voglio che la donna che abortisce vada in galera. Ma ritengo pure che il danno della 194 non sia la sua incompleta applicazione. Il danno è che ha confuso le coscienze, ha creato falsi alibi, insomma ha instillato in molte donne (e in molti uomini: perché non dimentichiamoci che, così come si genera in due, si abortisce in due) la convinzione che l'aborto, se lo Stato lo consente, non è poi così sbagliato.

È questa la colpa grave, gravissima, della 194, anzi di ogni legge che permette l'interruzione di gravidanza.

E vengo al dibattito politico di oggi, scoppiato in seguito alle dichiarazioni di Cota e Zaia, e vi dirò pure che del dialogo destra-sinistra, del confronto tra laici e cattolici, dei rischi di spaccature, sconfitte politiche eccetera, non me ne frega niente. Certi scrupoli vanno bene quando si discute di riforma elettorale o di finanziaria: non quando si tratta di affermare un principio incontestabile, e cioè che un omicidio non può essere considerato lecito.

Mi inquietano anche certe prudenze della Chiesa. Con tutto il rispetto, non capisco come mai sia così intransigente sulle unioni civili e timorosa nel chiedere l'abolizione della legge sull'aborto.

Personalmente penso che anche in materia di matrimonio e famiglia la posizione della Chiesa corrisponda a una legge naturale; ma non c'è dubbio che per l'uomo di oggi sia molto più facile capire (che non vuol dire ammettere: ma capire sì) l'errore dell'aborto che non quello dei Dico.

Ma poi: perché aver timore di perdere una battaglia politica? Ci sono cause che vanno combattute a prescindere dal risultato.

Ci scandalizziamo per la pena di morte e la fame nel mondo, ma forse la nostra generazione sarà giudicata soprattutto per aver eliminato, con la benedizione della legge e con la quieta coscienza del mondo perbene, cinquanta milioni di bambini all'anno.




permalink | inviato da orizzontiliberali il 6/4/2010 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


7 marzo 2010


Limpida, chiara, legittima ed imparziale la decisione di Napolitano riguardo il Decreto legge

Napolitano nella vicenda del caos delle liste è stato molto equilibrato.

Spero che le tensioni tra le forze politiche si plachino e, mentre esprimo la mia solidarietà, voglio ricordare ai facinorosi che oggi chiedono il suo impeachment, che il Presidente della Repubblica non può impedire al governo di decretare, ma è chiamato solo a verificare il profilo di costituzionalità delle norme, non quello della scorrettezza politica, altrimenti si macchierebbe lui stesso dell'abuso di cui è colpevole l'attuale governo.

Pertanto trovo GRAVE che si manchi di rispetto al capo dello Stato e si scenda in piazza per contestarlo. Rifletta il Partito Democratico, che con costoro vi ha fatto pure un'alleanza politica in molte regioni...

Allo stesso tempo sono contento che gli elettori che si riconoscono nel PDL potranno avere sulla scheda il loro simbolo di riferimento.

Però a questi stessi elettori chiedo se si rendono conto di come il loro partito di riferimento ha calpestato in questi giorni ogni regola democratica e di rispetto delle regole.

E chiederei loro di farsi un esame di coscienza al momento in cui tracceranno la X del proprio voto. Io personalmente non voterei mai chi crede di poter fare ogni cosa ad ogni costo.


I PASSAGGI IMPORTANTI DELLA LETTERA DI NAPOLITANO:

1) Il testo del decreto legge firmato ieri sera "non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità"
2) "I tempi si erano a tal punto ristretti che quel provvedimento non poteva che essere un decreto legge"
3) "Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo"

 




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2 marzo 2010


Nel 1995 la presentazione delle liste fu prorogata di 48 ore (ne usufruì pure la Lista Pannella-Bonino)

Cque c'è da aggiungere che riguardo l'uso/abuso del Decreto legge sui presupposti "di necessità e urgenza" le cose sono molto cambiate rispetto al 1995 (sent. Corte Cost. n. 171/2007 e 128/2008).

Tuttavia il Governo potrebbe contare su una sorta di "sanatoria" degli effetti di tale decreto, anche in seguito ad una sua mancata conversione o dichiarazione di illegittimità da parte della stessa Corte.....infatti, mi chiedo: si arriverebbe ad invalidare addirittura le intere elezioni per questo decreto dichiarato incostituzionale? oppure se ne salverebbero gli effetti?
 
Quello che voglio dire, in pratica, è che anche con un DL dichiarato successivamente incostituzionale, il Governo potrebbe raggiungere lo scopo di far riammettere la lista PDL, senza avere delle conseguenze spiacevoli dopo grazie a questa "sanatoria".

Ho consultato in proposito vari testi giuridici di diritto amminsitrativo che confermano questo risultato, sopratutto in una fattispecie di materia elettorale come questa.
 
Dunque, le "vie giuridiche", anche se discutibili, ci stanno, sopratutto di fronte al voto espresso dai cittadini, che è sempre un interesse pubblico primario da salvaguardare, no?




REGIONALI: IL PRECEDENTE DEL '95, PRESENTAZIONE LISTE FU PROROGATA DI 48 ORE = EURODEPUTATO PATRICIELLO, ERANO RIMASTI FUORI PICCOLI PARTITI E LISTA PANNELLA-BONINO

Roma, 1 mar. - (Adnkronos) - Arrivare tardi alla presentazione delle liste non è una novità delle regionali di quest'anno. Un caso analogo si è già presentato nel 1995 quando per consentire ai partiti che erano rimasti fuori fu adottato un decreto legge che prorogò i termini di presentazione di 48 ore.
A raccontarlo all'ADNKRONOS è l'eurodeputato del Pdl Aldo Patriciello, uno dei protagonisti della vicenda. «Alla scadenza dei termini -sottolinea- alcuni partiti non riuscirono a presenatre le liste.
Si trattava soprattutto di piccoli partiti tra i quali la Lista Pannella-Bionino. Mi ricordo che ci fu una grande protesta nazionale per chiedere al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di fare in modo che tutti potessero partecipare alla competizione. In quella circostanza -ricorda Patriciello- fu adottato un decreto legge che posticipò di 48 ore la prtesentazione delle liste».
Patriciello che all'epoca militava nel Ppi e nello schieramento di centro sinistra fu anche protagonista di una vicenda personale. «Nel Molise -racconta- il Ppi che già aveva presentato la lista provvide a modificare la stessa inserendo tra i candidati il sottoscritto al posto di Giuseppe Cernera. E ciò in quanto la proroga consentiva anche di ritirare e modificare le liste già presentate».
Per Patriciello la situazione del Lazio di oggi è molto simile al '95: «La lista Pdl -spiega- è l'aspetto più eclatante ma ci sono situazioni di esclusione in molte altre piccole realtà che con una proroga dei termini potrebbero essere sanate». (Vgr/Ct/Adnkronos)




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23 febbraio 2010


Ciao Lilith...




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22 febbraio 2010


Agli amici piddini lo avevo detto: Emma Bonino è un candidato che cura solo gli interessi dei Radicali



Venghìno Sìore e Sìori!
Ecco a Voi l'ennesima sceneggiata radicale dello sciopero della fame e della sete!
Il primo (per ora) esempio, nella storia repubblicana, di una campagna elettorale condotta a rischio della morte, e per giunta ai danni della propria stessa coalizione che la sostiene (l'iniziativa infatti parte dalla Lombardia, dove la Bonino è avversaria del PD).

Ormai sono due anni, da quando è nato il PD, che i radicali lo infinocchiano e lo utilizzano a proprio vantaggio. Non resta che ammirare l’astuzia del trio Bonino-Pannella-Cappato e stupire per la pochezza del terzetto Veltroni, Franceschini e Bersani che gli hanno fin quì dato fiducia, prima ammmettendoli nelle proprie liste e poi candidandola alla Regione Lazio.

Infatti è chiaro che con una candidata così non si allargherà il consenso per il centrosinistra, ma si trasformerà il confronto elettorale solo in uno scontro ideologico che avrà inevitabili riflessi all' interno del PD.

E, oltretutto, si conferma pure una candidata part-time, che una regione importante come il Lazio non si merita....



Sciopero della fame per la Bonino: "Queste elezioni sono irregolari"
(da Repubblica di Milano)


Emma Bonino annuncerà da Milano "i motivi e gli obiettivi in difesa della legalità e della democrazia della sua iniziativa nonviolenta di sciopero totale della fame e della sete, nel corso di una conferenza stampa presso la sede della Lista Bonino-Pannella in via Malachia Marchesi de' Taddei, 10, con Marco Cappato candidato Presidente per la Regione Lombardia delle Liste Bonino-Pannella".

Emma Bonino è a Milano, saltano gli appuntamenti romani. Niente intervista a Radio Radicale. E niente incontro questa mattina con Confcommercio nella capitale. La candidata del centrosinistra alla Regione Lazio, infatti, è volata a Milano per spiegare più approfonditamente le ragioni della sua decisione di iniziare uno sciopero della fame e della sete. La scelta di Bonino è "in difesa della legalità e della democrazia", e riguarda la battaglia che da giorni i radicali stanno portando avanti contro elezioni che ritengono "irregolari". "Le norme della campagna elettorale non vengono rispettate da nessuno, è inaccettabile", aveva detto sabato.




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17 febbraio 2010


Vatte a fidà della Bonino......



Manifesto selvaggio. Bonino: Roma e Lazio troppo belli per essere imbrattati

"Come ho già avuto modo di dire, una delle priorità della mia campagna sarà quella di ripristinare la legalità della competizione elettorale, dalla raccolta delle firme per la presentazione delle candidature, all'accesso ai mezzi di informazione, fino alla questione dei manifesti elettorali abusivi".

e ancora:

"La novità della mia candidatura consisterà anche in questo. Nessun manifesto riconducibile al mio comitato o alla lista Bonino Pannella sarà affisso abusivamente.




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14 febbraio 2010


La Binetti lascia il PD. Ovvero, il Vaticano non considera più il PD come un soggetto politico capace di dare spazio ai cattolici


Leggo anche che Castagnetti prova molta amerezza per questa scelta e non condivide le ragioni della Teo-dem.
Ma sbaglia. La presenza dei credenti in politica non può ridursi a "piccole enclavi di testimonianza valoriale" all'interno di un soggetto politico, come invece lui afferma.

Le "riserve indiane" non mi sono mai piaciute.

Chi saranno i prossimi arrivi?


Udc/ Binetti ha scelto: Vado con l'Udc

Roma, 14 feb. (Apcom) - Paola Binetti ha preso la sua decisione, dopo aver lasciato il Pd entrerà nell'Udc. Dopo mesi di annunci e smentite, di critiche e distinguo la teodem approdata nel Pd insieme a Francesco Rutelli, con il quale in un primo momento sembrava si sarebbe ritrovata nella neonata Alleanza per l'Italia, ha scelto invece di sedere tra i banchi del partito di Pier Ferdinando Casini già da martedì prossimo.
Al Corriere della sera Binetti ripropone tutte le sue critiche al Pd e al segretario Pier Luigi Bersani e soprattutto si rammarica per il trattamento ricevuto: "Mi sono sentita un bersaglio, mi è stato negato il diritto alla parola e alla rappresentanza dei valori cattolici" e quindi ribadisce il suo augurio che la Bonino perda la corsa nel Lazio perchè quella candidatura secondo lei è stata "un autogol" del Pd.
Con Casini la teodem pensa di "rifare la Dc di De Gasperi, un partito-pensatoio del 15-20% che riesca finalmente a rappresentare le istanze e i valori in cui credo", insieme a Rutelli e pezzi cattolici del Pdl e del Pd come Marini, Fioroni, Franceschini, Castagnetti, Bachelet, Bobba. Mercoledì l'annuncio dell'ingresso nell'Udc insieme al presidente Rocco Buttiglione.




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12 febbraio 2010


Le parole di Franceschini sulla Bonino la dicono lunga....


Che in piena campagna elettorale uno dei leader del Pd, Dario Franceschini, dichiari che in una regione strategica come il Lazio avrebbe scelto un candidato diverso, la dice lunga sull'attuale stato confusionario della coalizione che appoggia la radicale Bonino.



REGIONALI: FRANCESCHINI, NON AVREI SCELTO LA BONINO MA LA SOSTENGO
Roma, 11 feb. (Adnkronos) -
«Avrei fatto una scelta diversa». Dario Franceschini non nasconde che la decisione di puntare su Emma Bonino alla regionali nel Lazio non lo ha convinto, pur assicurando alla vice presidente del Senato tutto il suo sostegno.
«Io avrei fatto una scelta diversa. Avrei cercato una persona di sintesi, questo senza discutere la capacità di governo della Bonino, e avrei scelto le primarie -ha detto parlando a 'Repubblica Tv'-. In una coalizione ci vuole una candidatura di sintesi. Lei ha grandi qualità e spero si voglia spostare sul tentativo di fare sintersi più che valorizzare le posizioni, rispttabili, dei Radicali». Il capogruppo del Pd alla Camera ha però aggiunto: «Adesso, però, è stata la Bonino la scelta del partito e la sosterrò lealmente».


Questo aiuta anche a comprendere meglio la fuga di esponenti del PD verso il progetto di Costituente di centro, che ancora oggi è ben lungi dall'arrestarsi:


Regionali, Lazio: nel XV Municipio nasce il gruppo UDC
“Stamattina ho formalizzato la nascita del gruppo UDC nel XV Municipio”.
E’ quanto annuncia Vittorio Gualtieri, Consigliere eletto nel Partito Democratico, confluito dopo le dimissioni dell’Assessore Matteo Costantini, ex Segretario del Circolo PD di Via dei Giubbonari, nell’Unione di Centro.
“Lunedì – continua Gualtieri – spiegherò in Consiglio quali sono le motivazioni che mi hanno indotto a lasciare il progetto del Partito Democratico per
continuare la mia esperienza politica nel partito di Pier Ferdinando Casini”.




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12 febbraio 2010


Leggo che sul nucleare il PD si è affidato ad una radicale che fa disinformazione: parola di Chicco Testa :-)

dal blog di Chicco Testa:


Se anche Emma Bonino fa dinsinformazione…

Stimo Emma Bonino che ho sempre apprezzato per la sua indipendenza di giudizio e l’ho pure votata, ma leggendo il suo intervento contro il nucleare firmato congiuntamente con Elisabetta Zamparutti pubblicato sul il Sole 24 Ore domenica 13 dicembre, non posso che pensare che sia stata male informata e ora a farne le spese sono i lettori del primo giornale economico nazionale.

E’ vero, e noi qui lo abbiamo sempre ribadito, che l’efficienza energetica è un’opzione fondamentale, anzi eticamente imprescindibile, per l’abbassamento delle emissioni di CO2. Ma contrariamente a quanto sostengono le autrici, questo non significa che il nucleare sia in contraddizione con una politica di efficienza energetica che certamente non è in grado di andare a copertura del carico di base per la quasi totalità assicurato da centrali termoelettriche alimentate da fonti fossili.

Né regge l’equazione che essendo come prima fonte energetica il nucleare, la Francia consuma più energia e petrolio di noi. La Francia è al 7° posto per PIL e all’8° per consumo di energia primaria. Andiamo a vedere un altro indicatore, più eloquente. Per produrre 1.000 dollari di reddito, la Francia genera 0,30 tonnellate di CO2, mentre nella “verdissima” Germania il rapporto sale a 0,52, e in Cina 0,75 tonnellate di CO2. Rispetto all’ Italia sono il 20% in meno con un PIL, quello francese, che è del 20% in più.

Infine, un’altra imprecisione quando sostiene che il nucleare non ha liberato la Francia dalla dipendenza energetica esterna tant’è “che nelle ore di punta compra elettricità dalla Germania”. Bene questo è successo per la prima volta in 27 anni lo scorso ottobre. Per la prima volta dall’inverno 82-83, la Francia ha comperato 458GWh dalla Germania, ma anche dalla Svizzera e Gran Bretagna per effetto dell’arresto di diversi reattori nucleari e a causa della siccità che a portato a una riduzione della produzione dell’idroelettrico (-19,7%). Ricordiamo che nella “patria” del nucleare, l’idroelettrico assicura ben il 10% dell’approvvigionamento elettrico. Dal 1980 al 1990 l’indipendenza energetica della nostra vicina d’oltralpe è passata dal 25% al 50% .




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9 febbraio 2010


Lascio il Partito Democratico per costruire un progetto nuovo insieme all'UDC

 

Vi confesso che questa è una nota che mai avrei voluto scrivere, sia per i buoni rapporti personali che ho costruito in questi anni, sia per la dimensione politica personale di questo gesto che mi appresto a compiere, avendo partecipato da sempre attivamente a tutte le fasi fondative di questo partito.

Ho deciso infatti di lasciare il Partito Democratico per entrare nell’UDC, ma ciò non vuole essere la rinuncia ad una idea politica innovativa e riformatrice; bensì un impegno a ritrovarla nella costruzione di un nuovo soggetto politico insieme ai moderati.

Premetto che sono riflessioni che arrivano da lontano e che non riguardano solo la recente modalità di scelta delle candidature per la presidenza della regione Lazio e della regione Puglia, dove comunque ho osservato (con rammarico) un PD in preda all’anarchia e troppo remissivo ai dictat provenienti da soggetti “partitici” esterni (Di Pietro, Vendola e Radicali).

Quello che io vedo, nella sostanza, è un deragliamento del Pd, ad appena due anni dall’avvio della sua esperienza politica cui ho molto creduto. E forse l’errore fondamentale risale proprio al suo atto di nascita: è stato messo in piedi in fretta, senza una vera competizione per la scelta del suo primo segretario, con delle modalità che non hanno portato bene a nessuno.

Inoltre, volevo un partito che non approdasse nel PSE; e invece vi siamo confluiti.
Volevo un partito che portasse avanti temi economici nuovi e di stampo più liberale; e invece ho visto i Sindacati dettare la linea (tipo sulle pensioni e pubblic utilities).
Doveva essere un soggetto politico plurale, dove tutti potessero tutelare e sviluppare al meglio i propri programmi da posizioni più paritarie; invece, con le primarie plebiscitarie si è semplicemente messo all’angolo chi perde o chi dissente nel nome di una presunta “volontà popolare”.

Tuttavia, auguro al PD di ritrovare una sua identità nuova e più definita, evitando così quel lungo destino di marginalità politica cui una stretta alleanza con Di Pietro rischia di condannarlo.
Sono infatti convinto che un grande partito spostato più a sinistra, saldamente ancorato nella socialdemocrazia, serve al nostro Paese per andare a recuperare il voto di chi ora si ritrova senza dei punti di riferimento stabili a sinistra.

Però questa, per quanto positiva, non è l’idea di partito che ho io.

Ciò impone di cambiare l’offerta politica, costituendo un altro progetto politico che - con un più ampio respiro della “Margherita” - sappia raccogliere un unanime consenso fra le forze democratiche, liberali e cattoliche di centro, contro la deriva populista e razzista della destra, ma anche contro un certo accentuato estremismo e giustizialismo della sinistra.

Le condizioni ci stanno. Bisognarà saperle portare avanti con determinazione.

Buona strada, amici miei.




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5 febbraio 2010


Regionali, Costantini (PD): Domenica 7 conferenza stampa con leader nazionale

Domenica ci andrò.... 



Regionali, Costantini (PD): Domenica 7 conferenza stampa con leader nazionale

Domenica 7 febbraio, alle ore 11, all’Hotel Columbus, in Via della Conciliazione 33, annuncerò, insieme ad altri amici, consiglieri municipali, ex assessori, quadri di partito del PD, le nostre decisioni in merito alla candidatura di Emma Bonino nel Lazio.

E’ quanto dichiara Matteo Costantini, Assessore alla Scuola in XV Municipio, ed ex Segretario del Circolo PD di via dei Giubbonari.

Alla conferenza stampa parteciperà un leader nazionale




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2 febbraio 2010


SONDAGGIO IPSOS-'SOLÈ: PDL AL 38%, PD AL 29,5% E UDC AGO BILANCIA

 

devo dire che lo 0,4% di Rutelli mi ha sorpreso parecchio.
Ovvero, in realtà immaginavo che prendeva poco, ma non a questi livelli....

Sono soddisfatto, invece, della flessione di Di Pietro. Finalmente sempre più elettori stanno cominciando ad aprire gli occhi.

E che il centro sia l'ago della bilancia per molte regioni, mi fa ben sperare che il PD capisca dove bisogna puntare...
;-)



REGIONALI: SONDAGGIO IPSOS-'SOLÈ, PDL AL 38%, PD AL 29,5 E UDC AGO BILANCIA = INCERTI A QUOTA 35 PER CENTO - IN CALO IDV E API DI RUTELLI
Roma, 2 feb. (Adnkronos) - Bene la lega (sempre sopra il 10%), stabili Pdl e Pd (rispettivamento al 38,1% e al 29,5%), l'Udc assottiglia il suo 6% ma resta decisiva in vista delle regionali, calano Idv di Antonio Di Pietro (al 7%) e Api di Francesco Rutelli (allo 0,4%).
Questi i dati del sondaggio realizzato dall'istituto Ipsos per il 'Sole24orè in vista delle elezioni regionali. Nel sondaggio si sottolinea anche il caso Bonino: grazie alla sua discesa nell'agone elettorale del Lazio, sale dallo 0,7% all'1,1. Ma uno dei dati più rilevanti è l'aumento degli incerti. 'La carica degli incertì, titola infatti il 'Solè. Un 'terzo polò di incerti che arriva da quota 35% rispetto al 34,2 di novembre.




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28 gennaio 2010


PD: parlamentari Teodem, non siamo finiti

 

Per chi non lo avesse ancora capito eh....
;-)

Personalmente li ho trovati sempre troppo dogmatici i Teo-dem per alcuni aspetti.
Però, non per questo, meno interessanti dal punto di vista del contenuto politico.
Hanno sempre stimolato molta discussione nel PD.

Tuttavia, in generale,osservo con interesse questa forza politica trasversale, liberale e cattolica, che in questi mesi sta nascendo e si sta ingrandendo sempre di più al centro di fronte a questo bipolarismo ormai in crisi.




PD: PARLAMENTARI TEODEM, NON SIAMO FINITI
Roma, 28 gen. - (Adnkronos) - «I teodem non sono finiti» così i parlamentari Paola Binetti, Luigi Bobba, Marco Calgaro, Enzo Carra e Donato Mosella rispondono oggi su 'Europà all'analisi proposta da Mario Lavia sullo stesso giornale il 15 gennaio scorso.
«I Teodem non sono mai stati una corrente del Pd -spiegano i parlamentari- ma un luogo di elaborazione culturale in cui dei cattolici si interrogavano sul senso della loro presenza nel campo politico; sulle domande spesso inedite con cui un credente impegnato in politica deve confrontarsi. Non un luogo di potere ma di riflessione e di condivisione»
«Nella scorsa legislatura -continuano- il gruppo teodem ha contribuito ad evitare una deriva laicista, individualista e radicale in non pochi provvedimenti proposti dall'ala estrema delle forze allora al governo; all'interno dei cattolici impegnati nel campo politico ha dato voce a una parte del popolo cattolico, evitando che la rappresentanza dei cattolici praticanti venisse egemonizzata culturalmente e politicamente dalle forze di centrodestra».
«Il fatto che oggi esponenti che hanno partecipato al gruppo teodem abbiano compiuto scelte diverse, che militino in partiti diversi, non può essere letto come un segno di debolezza, -concludono gli esponenti cattolici- l'approccio non è mutato: studio e riflessione di problemi spesso inediti, no a mediazioni in cui ci sia il rischio di un relativismo più o meno strisciante, convinzione che i credenti siano chiamati a vivere una nuova stagione di testimonianza, anche nel loro agire politico».




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27 gennaio 2010


Una regione come il Lazio si merita una candidata part-time?


Ieri la candidata presidente della Regione Lazio è stata tutto il giorno a Milano a parlare dell'aereoporto di Linate e Malpensa, del problema sanitario della Lombardia, di Formigoni e del problema dello smog di Milano e della Lombardia, del traffico e delle strade della Lombardia, etc..etc...Lombardia, Lombardia...

E Renata Polverini? ieri mattina ha incontrato i rappresentanti dell'Associazione costruttori edili di Roma e provincia e ne ha fissato un altro con le associazioni di cittadini per elaborare un programma sul piano casa.

Insomma: fa la sua campagna elettorale.

Dunque, mi pare arrivato il momento che qualcuno dica alla Bonino che ad una Regione come la nostra non serve una candidata presidente part-time.

Queste cose le dico adesso proprio perchè vorrei un candidato più presente sul territorio, che impedisca il ritorno della mia regione in mano a gente come Storace.

Dirlo dopo è troppo tardi...




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REGIONALI:BONINO-CAPPATO,CHIEDEREMO COMMISSARIAMENTO REGIONE LOMBARDIA (ANSA) - MILANO, 26 GEN -
Il candidato alla presidenza della Regione Lombardia e la capolista, Marco Cappato ed Emma Bonino, hanno annunciato che chiederanno il commissariamento della Regione che - hanno spiegato - non rispetta l'obbligo di approvare il Piano sanitario ragionale.
«C'è - hanno affermato - un blocco di potere clericale sulla sanità lombarda, noi siamo l'alternativa laica». I due esponenti radicali sono intervenuti anche in relazione alle polemiche di questi giorni sugli interventi per lo smog: «Tutti i limiti di legge - hanno spiegato - vengono sforati senza alcuna reazione dei vertici istituzionale. A parte le inchieste, che lasciamo ai magistrati, la responsabilità politica bipartisan è stata quella di aver sabotato il trasporto pubblico e su rotaia, mentre ci si prepara a soffocare la Lombardia con nuove autostrade e ulteriore consumo del suolo».

AEROPORTI, BONINO: «TUTTI LI VOGLIONO MA SERVONO PASSEGGERI»
(OMNIROMA) Milano, 26 gen - dall'inviato GIUSEPPE GIOFFREDA
«Ognuno, ogni città di provincia, vuole un'università, una fiera, un policlinico, un aeroporto. Spesso il dibattito politico verte su questo, a discapito totale della convenienza economica e della qualità del servizio. Non saremo popolari, ma questo non è sostenibile. Non si può e quindi non si deve». Lo ha detto Emma Bonino, leader radicale e candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, parlando di «diffusione dei servizi sul territorio» nel corso del convegno «Il capitalismo italiano tra imprese e famiglia» allo Spazio Analysis di Milano. Parlando della situazione italiana in questo ambito ha portato alcuni esempi: «L'analisi qualitativa e in termini di rapporto costi benefici sui distaccamenti delle università porta risultati disastrosi. Ha costi incredibili e poi, ad esempio, non favorisce la mobilità dei ragazzi». E ancora: «La stessa cosa riguarda il proliferare degli aeroporti. Ogni città di provincia lo vuole. Dimenticando, però, che servono i passeggeri».




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26 gennaio 2010


Solidarietà a Boccia



Purtroppo quello denunciato da Francesco Boccia è un teatrino che abbiamo visto fare anche quì in campagna elettorale a Roma nelle scorse elezioni comunali, contro il nostro stesso candidato di area cattolica Francesco Rutelli.

Ora si sono messe di mezzo anche le primarie, che stanno sempre più diventando un pericoloso strumento per mettere all'angolo tutti quei politici che credono in delle idee che nella coalizione non sono maggioranza.

E poi: a cosa serve un partito che non è in grado nemmeno di sostenere in maniera unitaria un candidato proveniente dalla sua area? posso capire i militanti, ma non chi ricopre ruoli dirigenziali all'interno del partito.

A proposito: ricordate ai sostenitori di Vendola che hanno vinto solo delle primarie, non le elezioni regionali. Questa eccessiva esultanza la ritengo decisamente inopportuna e irriguardosa nei confronti di Boccia.



BOCCIA (PD), SCIACALLI CONTRO DI ME, FORSE LASCIO = D'ALEMA LEADER, HA GIRATO TERRITORIO SEZIONE PER SEZIONE
Roma, 26 gen. - (Adnkronos) - «È evidente che oltre mezzo partito ha votato per una coalizione non a guida Pd. Classica operazione miope, tipica di una parte della dirigenza».
Francesco Boccia, in un'intervista al 'Corriere della serà si dice «arrabbiato con gli sciacalli che votano Vendola e poi saltano sul corpo del Pd. È la solita sindrome autolesionistica della sinistra italiana».
Il candidato del Pd uscito sconfitto alla primarie ce l'ha con «l'area che fa capo a Gero Grassi , l'area di Alberto Tedesco e quella di Michele Emiliano». Attacca, Boccia, «chi fa la politica in pantofole, da casa. Che ci sia in prima linea Veltroni, D'Alema, Bersani, l'attività principale di questi signori è sparare all'autista».
Quanto a D'Alema, «Massimo -sottolinea Boccia- è stato di una generosità clamorosa. Qualcuno deve spiegarmi quali sono i leader nazionali che credono in un progetto e si girano un territorio sezione per sezione».
Dario Franceschini e Walter Veltroni non l'hanno chiamato: «No, forse erano impegnati». Quanto alla tentazione di mollare, Boccia risponde: «Andrò avanti fino in fondo. Certo se dovessi rendermi conto che il Pd in cui credo non si può realizzare posso anche dimettermi». In quel caso, «ovviamente, mi dimetterei non solo dal partito ma anche dalla carica di deputato». Nichi Vendola però, assicura, troverà «il Pd compatto» sul suo sostegno.




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24 gennaio 2010


Barak Obama, ovvero la fine di un Mito



Obama si diceva che fosse il predestinato; che con lui il mondo sarebbe cambiato; che quell’imbecille di Bush sarebbe sprofondato nel guano.

Ma è bastato solo un anno da presidente, e il dio in terra è diventato un parroco che fatica a tenere insieme la sua stessa parrocchia.

Il presidente era infatti arrivato alla Casa Bianca carico di promesse e aspettative.

In politica economica, era partito con il vantaggio di poter addossare al governo di prima ogni colpa della grave recessione; ha quindi offerto la sua cura, che è apparsa di settimana in settimana più indigesta.

Ha voluto uno stimolo fiscale da 800 miliardi sostenendo che doveva far ripartire l’economia e le assunzioni, ma il solo risultato finora è di aver moltiplicato il buco presente del bilancio federale.

In più, ha pianificato un impegno di spesa da oltre mille miliardi per fare una riforma sanitaria all’europea, di cui la gente diffida: sa troppo bene che dalla padella degli alti costi individuali attuali per avere servizi di buono standard, si potrà solo passare alla brace di una soluzione pubblica che si tradurrà in più debito federale e quindi in più tasse, ma a scapito della qualità delle prestazioni.

Dunque, l’Obama “economico”, che diventa l’AD della GM e vuole imporre le macchine da comprare, agli americani insomma non piace. Ma pure l’Obama “politico internazionale” piace ancora meno

Appena entrato alla Casa Bianca ha proseguito la sua campagna elettorale globale, chiedendo scusa per l’“arroganza” dei suoi predecessori agli europei. Poi, al mondo musulmano, nel discorso del Cairo ha fatto una sviolinata tale da attribuire a quella religione (che è quella del suo papà naturale e del suo patrigno) sostanzialmente il merito di aver fatto avanzare l’umanità.

L’Occidente? Schiavista e colonialista, secondo il Grande Revisionista.

Da qui, la speranzosa linea di “mani libere” ai nemici di sempre, offerta senza precondizioni e nell’intento di sovvertire l’approccio “unilaterale” e sordo ai compromessi di Bush.

I risultati si sono visti.

Prima i lanci di missili e l’esperimento nucleare sotterraneo della Corea del Nord, il cui governo stalinista ha subito colto nella disponibilità a trattare di Obama, offerta a prescindere, un’occasione di espandere i suoi armamenti e di alzare la posta per i ricatti.

Ora l’Iran, che sta mostrando il suo vero volto di regime canaglia: e con il suo tergiversare Obama si sta mostrando come un pericoloso Carter rinato.

Peccato, però, che gli elettori non concessero a Jimmy Carter il bis…




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18 gennaio 2010


Per il Lazio darò il mio sostegno ad Emma Bonino, però...

...però il suo programma dovrà essere compatibile con i nostri obiettivi ed improntato ad una condivisione politica leale e trasparente, che non trasformi questa competizione elettorale per la regione lazio in una resa dei conti fra cd. laici e cattolici, impedendo così al PD di presentarsi unito.

Sarà anche importante che in questo frangente la Bonino eviti quell'impostazione (sua solita) di leadership solitaria, valorizzando tutte quelle forze che i partiti a lei alleati saranno in grado e disponibili di offrirgli.

E per fare ciò non servono comunicati stampa, ma segnali più concreti di apertura.

Con questo non voglio mettere in discussione il prestigio politico e la statura della Bonino, con cui condivido molte sue battaglie. Anzi, alla fine riconosco che la sua candidatura è servita, non solo per riempire un vuoto programmatico del PD, ma anche per mettere a nudo certe divisioni nostre interne, che sono emerse anche nei piccoli dibattiti sorti inseguiti alle dichiarazioni di non-voto espresse da Paola Binetti.

In parecchi, infatti, si sono esercitati col dire che certe persone devono essere cacciate dal Partito Democratico a causa delle loro posizioni politiche, culturali, etiche, anche se di minoranza: ma se ciò accadesse sarebbe una testimonianza di intolleranza, di culture del passato che affiorano, mentre l'unica speranza di ampliamento dei consensi risiede proprio nel pluralismo delle idee.

Mi auguro che questo percorso inizi da adesso, in modo da costruire un programma serio, credibile e che tenga conto delle specificità del vasto territorio laziale.

Ad Emma Bonino va il mio più sincero in bocca al lupo per quanto si appresterà a fare, con la certezza che saprà rappresentare al meglio tutti coloro che difendono la lealtà, il rispetto, la cultura civica e la centralità del cittadino nella politica.

Emma Bonino (Ansa)




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16 gennaio 2010


Oggi il Pd del Lazio "ha scelto" un candidato imposto per la regione: ora non facciamoci imporre anche il suo programma.



Il Pd del Lazio
ora che ha ratificato la candidatura della Bonino deve chiedere garanzie politiche e programmatiche.

Emma Bonino, infatti, dovrà farsi garante, se veramente vuole rappresentare l'intera coalizione, di una serie di valori ed idee che non possono e non debbono essere messi in discussione.

È necessario dunque che, con tutte le componenti che hanno dato il loro appoggio, la Bonino sottoscriva un programma condiviso in grado di scongiurare derive laiciste che spingerebbero tanti cattolici ad un progressivo e dannoso disimpegno dal centro sinistra e dalla sua linea politica.

I cattolici però dovranno essere garantiti dell'attuazione di questo programma; e la scelta dell'Udc di appoggiare la Polverini non deve portare la sinistra a dimenticare il suo elettorato cattolico né, come forse si augura qualcuno, a farne a meno.




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15 gennaio 2010


Mancata gestione plurale? il problema è che è mancata proprio la gestione di per sè....

Leggo che ieri, durante la riunione del coordinamento politico del Pd, la cosiddeta riunione del caminetto (ancora esistono 'ste veltronate?) in Direzione, Pierluigi Bersani è stato duramente criticato da Dario Franceschini, Piero Fassino e Ignazio Marino per l'assenza della gestione plurale durante la scelta delle candidature per le regionali, gestione plurale che era stata promessa dopo il congresso.

Tuttavia, dico io, il problema è ancora più serio: è mancata proprio la gestione di per sè...le candidature sono state di fatto decise solo da UDC e Radicali...o sbaglio?




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14 gennaio 2010


Un eventuale ticket Emma Bonino-Silvia Costa non sarebbe una cattiva idea...

 

Il PD in queste ore è chiamato, fin da subito, a una prova di chiarezza e di sincerità, perché proprio dalle prime mosse di questi giorni si delinea il suo profilo e la sua collocazione futura.

Per questo sarà importante non regalare a delle alleanze esterne la rappresentanza esclusiva della regione Lazio, soprattutto di fronte al rischio di una accentuazione quasi esclusiva del carattere "di sinistra" del PD.

Insomma, il problema non è garantire l'esistenza dei cattolici all'interno del PD.
Il problema fondamentale è dire una volta per tutte se il Pd è una casa comune.

In caso contrario il messaggio agli elettori cattolici democratici e popolari sarebbe quello di cercare fuori dal PD i loro rappresentanti, auspicando e sperando poi nel dialogo col PD su basi autonome e paritarie.

La questione della candidatura della Bonino pone all'attenzione questo tema di coesistenza con chiarezza e con ineludibilità.

Dunque, una candidatura della Costa in ticket con la leader radicale sarebbe un bel segnale da parte del partito.




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12 gennaio 2010


i Radicali appoggeranno il candidato del PDL in Toscana



L'ho letto da una nota di agenzia stampa del consigliere provinciale a Roma di Sinistra Ecologia e Libertà.

Mi sa che un po' di chiarezza da parte della Bonino adesso ci vuole.

Sopratutto sui punti di programma e sulla volontà di stabilire un patto con il centrosinistra per i prossimi cinque anni, qualunque sia l'esito delle elezioni.

Altrimenti andremo a sostenere un candidato che cura solo gli interessi dei radicali, e non quelli dell'intera coalizione...


ERRATA CORRIGE:

mi sono sbagliato. I radicali correranno con il loro candidato Oliviero Toscani. Ma proprio ieri il radicale ha chiesto il sostegno ufficiale del PDL. Dunque il problema con loro continua a sussistere.


REGIONALI: TOSCANA; TOSCANI, PDL MI APPOGGI PER VINCERE (ANSA) - FIRENZE, 11 GEN -
«Io sono il candidato dei Radicali: ho proposto al Pdl di appoggiarmi così ci sarebbe davvero il rischio di vincere e di battere la sinistra che qui governa da oltre 60 annici sarebbe davvero il rischio di vincere e di battere la sinistra che qui governa da oltre 60 anni. Ci sono stati dei contatti, ne ho parlato con il ministro Matteoli: a breve ci sarà una decisione, forse anche nel giro di 48 ore».

Lo ha detto oggi Oliviero Toscani, nel corso della presentazione a Firenze della sua candidatura per i Radicali a presidente della Regione Toscana. «Io corro per vincere», ha continuato Toscani. Poi con un sorriso ha aggiunto: «Se il Pdl deciderà di non appoggiarmi, potrei anche decidere di non correre».

«C'è gente in gamba di destra e gente in gamba di sinistra - ha proseguito -; quindi ho proposto a quelli in gamba del Pdl di correre per loro o possiamo dire che ho proposto a loro di correre per me. Con me, comunque, loro si presenterebbero con un'altra energia. Se fossero furbi accetterebbero. Sarebbe interessante - ha concluso - andare al potere con chi non ha mai visto il potere in questa regione e forse affronterebbero le cose con più energia e con più entusiasmo».





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10 gennaio 2010


MAZZOLI chiede alla Direzione regionale PD di sostenere la Bonino? in realtà lo dovrebbe chiedere direttamente a Zingaretti


Ci siamo. La farsa per fortuna sta finendo.

Ma con la candidatura di Emma Bonino nel Lazio il Partito Democratico, non so per quali "misteriosi" disegni politici, ha deciso di perdere definitivamente la Regione per fare un favore alla candidata di Fini (Fini, si sa, è in forte difficoltà in questo momento...).

Infatti, mi suona MOLTO STRANO che nessun leader nazionale sia stato disponibile a metterci la faccia...ma vabbè, ormai è andata così.

Premetto che non ho nulla da ridire sulle qualità e capacità di Emma Bonino alla Regione Lazio.

Emma mi piace come politico e condivido molte cose della sua politica, tralasciando i temi etici; e nei fatti ormai è lei l'unica candidatura di spessore che la coalizione è riuscita a tirare fuori in un frangente politico così incerto, delicato e disastrato.

Non sarà facile vincere. Emma, come avversari politici, non ha solo parte dei Cattolici. Ha contro tutti i sindacati di sinistra e un settore considerevole della cd. sinistra radicale, che hanno sempre visto con sfavore le sue idee in politica economica e sul mondo del Lavoro.

Ma dopo queste regionali, qualunque sarà il risultato elettorale, bisognerà cambiare registro. Le cose non possono continuare così nel PD laziale.

Questo comunicato di Mazzoli mi fa sorridere: il nostro coordinatore regionale lo dovrebbe chiedere direttamente a Zingaretti, e non alla direzione del Lazio, di sostenere la candidatura della Bonino.

Mazzoli è stato di fatto esautorato. Da questa storia del "mandato esplorativo" ne è uscito politicamente distrutto. E non per colpa sua, aggiungo.

A cosa serve - infatti - un Coordinatore e una assemblea regionale, eletta con primarie, se il partito nazionale gli toglie la competenza di fare le consultazioni per scegliere il candidato della propria regione?

E' questo il partito "strutturato sul territorio" che ci è stato promesso in campagna elettorale?

BOH!



REGIONALI: LAZIO, MAZZOLI (PD), CHIEDERÒ SOSTEGNO A BONINO

«Martedì prossimo, chiederò alla Direzione regionale del Pd di sostenere Emma Bonino come candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione».

Lo dichiara in una nota il segretario regionale del Pd Alessandro Mazzoli.

«Bonino è una personalità di altissimo profilo, eletta in Senato nelle liste del Pd ed ex ministro nel governo Prodi. Emma Bonino è una candidata in grado di mobilitare l'opinione pubblica, che può arrivare alla vittoria con il centrosinistra - aggiunge Mazzoli - Per ciò che riguarda le primarie, siamo stati molto chiari, ma ribadiamo ugualmente che la consideriamo una proposta politica da sottoporre al vaglio degli alleati, nel quadro di un'intesa unitaria che è l'obiettivo primario al quale lavoro dal 14 novembre, giorno della mia nomina come segretario del Pd del Lazio. Quanto all'autonomia del Pd regionale e del suo segretario, questa è stata ed è totale. Come segretario regionale, mi sono ovviamente confrontato con la segreteria nazionale, com'era doveroso fare, così come mi sono sempre confrontato con tutte le sensibilità del Pd del Lazio».

«I vertici del centrosinistra tenuti nelle ultime settimane sono sempre stati imperniati su temi programmatici. La piattaforma che è stata pensata tenendo nella massima considerazione i punti forniti dalla Federazione di Sinistra, dall'Idv e da tutte le altre forze - continua Mazzoli - Il lavoro del Pd, in questo periodo, è sempre stato rivolto a unire il centrosinistra, e questo rimane l'obiettivo fondamentale. Oggi l'appello a tutte le forze della coalizione è all'unità».

«Con convinzione e determinazione in questi mesi abbiamo lavorato per costruire un'intesa con l'Udc. Non ci sono state nè incertezze, nè ritardi, nè iniziative non compiute in questa direzione - conclude Mazzoli - Nonostante l'orientamento prevalente dell'Udc locale, hanno prevalso le ragioni di una scelta nazionale. Quel che è certo è che il Pd andrà avanti nel suo lavoro per un centrosinistra forte, dove tutti lavorano per dare alla Regione Lazio una giunta coesa e con un progetto di ampio respiro».




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8 gennaio 2010


con la Bonino candidata alla regione forse avremo qualche possibilità contro la Polverini, ma ne uscirà vivo il PD?

Emma Bonino (LaPresse)Ci ho pensato a lungo e mi è venuta su l'idea di scrivere questo post.

Effettivamente il problema posto da Carra, nel comunicato che riporto quì sotto, e da altri ex margherita sussiste.

A parte Fioroni (ma neanche tanto) e Lucio D'Ubaldo, l'intero gruppo degli ex popolari si è di fatto espresso contro l'ipotesi di candidatura della Bonino. Quì nel lazio Di Stefano ha già dichiarato, in pratica, che uscirà dal PD se il partito deciderà di varare la candidatura della leader radicale. Così faranno altri.
E senza gli ex popolari, praticamente tutta la Margherita tornerebbe fuori e fallirebbe definitivamente il progetto del PD.

Da democratico e convinto sostenitore di questo progetto, faccio un passo indietro e chiedo a tutti i compagni e amici di partito di fermarsi e riflettere bene per un attimo, prima di accettare l'autocandidatura della Bonino, se è questo lo scenario che vogliamo pur di salvare (...forse...) una ragione fra le più strategiche nel panorama politico italiano.

Insomma, con la leader radicale candidata alla regione sicuramente avremo qualche possibilità in più contro la Polverini, ma ne uscirà bene (e vivo) il PD?

Valutate attentamente e coerentemente perchè la rilevanza - ripeto - non è solo locale ma sopratutto nazionale.




CARRA (PD),CON BONINO FALLISCE PARTITO PLURALE
ROMA, 8 GEN - «Con la Bonino non si allargherà il consenso, si trasformerà piuttosto il confronto elettorale in uno scontro ideologico che avrà inevitabili riflessi all' interno del Pd».
Enzo Carra, deputato cattolico del Pd, in un'intervista ad Avvenire ammonisce sulla possibilità che il segretario del partito Pierluigi Bersani appoggi la candidatura di Emma Bonino alle elezioni regionali per il Lazio.
Il Pd non ha altri candidati e questo dipende, secondo Carra, «dalla mancanza di iniziativa di alcuni mesi». Ma se la candidatura della Bonino dovesse essere sostenuta dal partito, «sarebbe il fallimento di una segretaria, l'aborto del partito plurale, richiamato nei discosrsi di Bersani».
Per il deputato del Pd «non si può trattare ciò che è intrattabile», si tratta di una scelta che finirebbe per avere «ricadute nazionali». Un'analoga «mancanza di iniziativa politica», infine, secondo Carra, si registra anche in Puglia.




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7 gennaio 2010


La Bonino sarebbe un'ottima scelta per il Lazio

Penso che una candidatura della Bonino alla regione Lazio non sarebbe male.

La Bonino è una candidata che già in passato (nel 1999) ha dimostrato di saper muovere molti consensi sia da destra che da sinistra. Inoltre, è seria e credibile; nel governo Prodi ha dato pure prova di lealtà politica. Doti rare ormai...

Il suo è un profilo chiaro, che costruisce quell'alternativa a partire dalle cose concrete e dai territori. Insomma, farebbe tornare in pista un pò di politica, posto che non è che le candidature del centrosinistra siano esclusivo appannaggio del placet di Casini. Dunque sarebbe una smentita ragguardevole e positiva di queste dicerie.

La Bonino, altresì, non è solo l'esponente politico dei temi etici o dei diritti civili (su cui il Lazio non può legiferare). In questo momento sto leggedo sue dichiarazioni a favore della trasparenza nell'amministrazione, dei servizi alle persone e contro la costruzione delle centrali nucleari nella nostra regione...ha pure dichiarato di non essere entusiasta del quoziente familiare (è a favore del bonus scolastico).

Apprezzabile poi la pazienza e la calma di Bersani in questa fase: meno isterismi e più politica ci vogliono in fasi così delicate e decisive per il nostro futuro.

E a Casini voglio ricordare che il centro è rappresentato anche dalla Bonino, non solo da lui....




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31 dicembre 2009


Pare che il ministero della pubblica istruzione imporrà la sostituzione del crocifisso con la foto del viso martoriato del premier, novello martire immolatosi sull'altare dell'ammore e della pace....



Leggo, altresì, che tutti gli studenti dovranno, all'inizio e alla fine delle lezioni, genuflettersi di fronte alla foto e recitare delle preghiere di ringraziamento e di lode al caro leader, per il quale sono già state iniziate le pratiche di canonizzazione, beatificazione, santificazione e deificazione...

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dalla Stampa:

Il viso insanguinato di Berlusconi
in un nuovo manifesto del Pdl?

Dopo l'aggressione è salito anche l'indice di gradimento nei sondaggi




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29 dicembre 2009


i 6 nomi di Zingaretti come possibili candidati alla regione Lazio

Nicola Zingaretti (foto Eidon)1) Mario Marazziti
2) Enrico Letta
3) Giovanna Melandri
(!!NO!! E ancora non mi capacito per quali oscure ragioni o doti ha fatto il ministro in tutti i governi del centrosinistra....boh, valli a capì)
4) Rosi Bindi
5) Debora Serracchiani (!!NO!! questa quì è come il prezzemolo. Il suo nome sbuca sempre dappertutto: non basta essere nati a Roma per diventare presidente della regione lazio...)
6) Esterino Montino

...ed io aggiungerei anche Enrico Gasbarra.

Fonte OmniRoma




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28 dicembre 2009


Giuro che se Deborah Serracchiani verrà candidata alla guida della Regione Lazio dal centrosinistra voterò disgiuntamente

Debora Serracchiani (Ansa)REGIONALI: NEL LAZIO CENTROSINISTRA IN ALTO MARE, UDC-POLVERINI A UN PASSO
Roma, 28 dic. (Adnkronos) - Continua a regnare l'incertezza nel centrosinistra del Lazio in vista delle regionali. Il 'tavolò previsto per oggi e convocato dal Pd è saltato, i democratici sperano sempre di riuscire a fare il punto entro l'anno altrimenti se ne riparlerà alla ripresa dopo la Befana. Alle 15, però, si vedranno Idv, Federazione della sinistra e Radicali in una riunione convocata da Stefano Pedica, che ha lanciato un tandem con Debora Serracchiani, con carattere 'apertò. La scelta del candidato del centrosinistra dovrebbe essere fatta per strizzare l'occhio all'Udc. Zingaretti avrebbe il profilo ideale, ma l'interessato ha pronunciato sin troppi no. In alternativa si fanno sempre i nomi della Melandri o di Gasbarra. Altre caratteristiche, e almeno in questa fase con una buona quotazione, ha invece la scelta di Esterino Montino. Intanto, però, il partito di Pier Ferdinando Casini nel Lazio sembra ormai orientato a sostenere Renata Polverini, la candidata del centrodestra che è già partita con la campagna di affissione. Le scelte nel Lazio potrebbero essere influenzate in qualche modo dalle decisione che si prenderanno in Puglia. Nel pomeriggio.


Arrivati a questo punto meglio candidare Esterino Montino.
Almeno, se si perde, lo faremo con dignità...


27 dicembre 2009


Italia, svegliati...

Don Gelmini, 82 anni (Ansa)Ma vi sembra normale che un politico (in questo caso il nostro presidente del consiglio) telefoni a un prete seriamente implicato in un reato di molestie sessuali su persone temporaneamente incapaci di intendere e di volere?

altro che partito dell'amore...quì c'è sempre più da preoccuparsi.




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27 dicembre 2009


Scandalo italiano: per il (chiamiamolo) film "Natale a Beverly Hills" il ministero dei beni CULturali ha elargito 1 milione e 500mila euro di contributi pubblici...

Natale a Beverly Hills - Cinepanettone 2009Di questo vero e proprio scandalo ne ha parlato il finiano "FareFuturo", anche se già qualche giorno fa la notizia era rimbalzata sul "Velino", che addirittura parlava di agevolazioni fiscali a favore del produttore del cine-panettone (o cine-scorreggione come dicono alcuni).

Comunque mi chiedo quale sia la ratio di questi fondi pubblici elargiti così candidamente a simili prodotti, che oltretutto non hanno bisogno di finaziamneti, potendo contare su un numero rilevante di appassionati.

E' anche vero che a livello di film la qualità è scaduta. Non ci sono più i grandi registi, come del resto i bravi attori e i bravi seneggiatori. Per ridere bisogna riguardare i film dei grandi Totò e Alberto Sordi e per guardare i capolavori cinematografici bisogna riandare agli anni 50 e 60, con qualche eccezione per gli anni successivi.

A qualcuno questo mio discorso potrà far torcere il naso. Diranno: sempre meglio che regalare i soldi a quei noiosissimi polpettoni culturali. Pure questo è vero. Non lo metto in dubbio.
Per alcuni addirittura non dovrebbe esistere un finanziamento pubblico per i film. E forse sono proprio loro ad avere più ragione.

Però, se i soldi vanno dati, di certo, non ai film di Boldi e De Sica, ma a quei registi o attori (anche di teatro) coraggiosi ed esordienti, che non appartengono a quella solita cricca di raccomandati o figli d'arte.

La "settima arte" ormai è in crisi. E leggere queste notizie non aiuta a migliorare la situazione del nostro cinema. Cose del genere scoraggiano chi lotta per cambiare...




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