|
27 dicembre 2009
Scandalo italiano: per il (chiamiamolo) film "Natale a Beverly Hills" il ministero dei beni CULturali ha elargito 1 milione e 500mila euro di contributi pubblici...
Di questo vero e proprio scandalo ne ha parlato il finiano "FareFuturo", anche se già qualche giorno fa la notizia era rimbalzata sul "Velino", che addirittura parlava di agevolazioni fiscali a favore del produttore del cine-panettone (o cine-scorreggione come dicono alcuni).
Comunque mi chiedo quale sia la ratio di questi fondi pubblici elargiti così candidamente a simili prodotti, che oltretutto non hanno bisogno di finaziamneti, potendo contare su un numero rilevante di appassionati.
E' anche vero che a livello di film la qualità è scaduta. Non ci sono più i grandi registi, come del resto i bravi attori e i bravi seneggiatori. Per ridere bisogna riguardare i film dei grandi Totò e Alberto Sordi e per guardare i capolavori cinematografici bisogna riandare agli anni 50 e 60, con qualche eccezione per gli anni successivi.
A qualcuno questo mio discorso potrà far torcere il naso. Diranno: sempre meglio che regalare i soldi a quei noiosissimi polpettoni culturali. Pure questo è vero. Non lo metto in dubbio. Per alcuni addirittura non dovrebbe esistere un finanziamento pubblico per i film. E forse sono proprio loro ad avere più ragione.
Però, se i soldi vanno dati, di certo, non ai film di Boldi e De Sica, ma a quei registi o attori (anche di teatro) coraggiosi ed esordienti, che non appartengono a quella solita cricca di raccomandati o figli d'arte.
La "settima arte" ormai è in crisi. E leggere queste notizie non aiuta a migliorare la situazione del nostro cinema. Cose del genere scoraggiano chi lotta per cambiare...
| inviato da orizzontiliberali il 27/12/2009 alle 12:44 | |
|