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21 settembre 2009


Ignazio Marino è un candidato che ricerca solo un confronto-scontro


Sì al confronto con la gente, su internet e soprattutto nelle piazze. Ma no al confronto-scontro con un avversario che in passato non ha esitato a strumentalizzare tristi vicende di cronaca per danneggiare la reputazione del PD e di tutti i suoi militanti, a favore di un proprio tornaconto di visibilità.

Dunque Bersani e Franceschini, che a questo partito hanno dato concretamente molto, non devono accettare questo invito da chi insegue e pensa di utilizzare i riflettori esclusivamente per cercare la rissa, la bagarre, l'insulto gratuito, o peggio l'offesa personale. E poi questa smania di Marino la trovo quantomeno sospetta. Tipica di chi non ha un serio programma alle spalle.

Per questo vi dico: non lasciamoci ingannare dai finti dialoghi. La priorità dei candidati deve essere solo quella di ascoltare e parlare con un partito desideroso di ritornare ad essere protagonista. Perciò non dobbiamo confrontarci con chi definisce il PD “marcio” e in mano agli “apppparati”. Sarebbe solo puro autolesionismo in un momento in cui il PD sta provando ad uscire dalle lacerazioni interne.

Dobbiamo lavorare per far vedere ai cittadini che il PD c’è e sta ricominciando un nuovo cammino. E ciò i candidati lo dovranno dimostrare solo dando la loro PIENA ed AMPIA disponibilità a partecipare agli appuntamenti di piazza e di Circolo per presentare ed illustrare i programmi che sono stati scritti.

Pertanto, stia tranquillo Marino. E non si preoccupi delle sfide televisive. Sono ben altre le sfide che vanno affrontate. Esiste un partito reale, fatto di militanti e di Circoli. Non esistono solo i network o i media. Qualcuno glielo spieghi per favore...

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